Era il 18 luglio del 1976 quando il mondo della ginnastica si fermò, incredulo.
A Montréal, una ragazzina rumena di appena 14 anni eseguiva una routine così perfetta da spiazzare i giudici. Il tabellone elettronico, programmato per mostrare punteggi fino a 9.99, si bloccò su un enigmatico 1.00. Era invece un 10.00. Il primo “perfetto” nella storia olimpica della ginnastica artistica.
Quella bambina si chiamava Nadia Com?neci.
Nata a Gheorgheni, in Transilvania, nel 1961, Nadia era già entrata in palestra a 6 anni. Il suo talento fu subito notato da Béla Károlyi, il severo allenatore che l’avrebbe guidata nella scalata al mito. Ai Giochi del '76 conquistò 7 10 e 3 ori, diventando un’icona mondiale.
Dietro la grazia, però, c’erano disciplina feroce, sacrifici e l’ombra di un regime oppressivo. Solo nel 1989, pochi giorni prima della caduta di Ceau?escu, riuscì a fuggire in modo rocambolesco dalla Romania, trovando rifugio negli Stati Uniti.
Nadia ha cambiato per sempre l’immagine della ginnastica.
Da sport tecnico a forma d’arte. È la prova vivente che la perfezione può essere umana, tangibile. E anche che la libertà, come l’eleganza, va conquistata con ogni fibra del corpo.
Il body bianco con le strisce blu che Nadia indossava a Montréal è diventato così iconico da essere esposto al museo olimpico di Losanna. Ma pochi sanno che fu cucito a mano dalla madre solo pochi giorni prima dell’inizio delle gare.
ICONICOMIX lo celebra
perchè Nadia Comaneci è l’immagine scolpita della perfezione. Ha sfidato l’età, i limiti, la storia.
Con il suo volto impassibile e la sua grazia millimetrica, ha ispirato generazioni intere, e la sua fuga verso la libertà ha trasformato il mito in leggenda.