Edson Arantes do Nascimento, per tutti semplicemente Pelé, nacque il 23 ottobre 1940 a Três Corações, un piccolo comune brasiliano dal nome poetico che significa “Tre Cuori”.
Figlio di un calciatore, imparò a giocare con un pallone fatto di stracci. A 17 anni, incantava il mondo ai Mondiali del 1958 in Svezia, diventando il più giovane marcatore in una finale.
Pelé non era solo un calciatore, era danza, armonia, intuizione e potenza. Ogni tocco parlava una lingua universale: quella del talento. Con lui, il calcio diventava arte. Ha vinto tre Coppe del Mondo (1958, 1962, 1970), segnato oltre 1.200 gol e fatto conoscere il Brasile in ogni angolo del pianeta.
Amato come un eroe popolare, celebrato come una leggenda vivente, Pelé univa nazioni, scatenava ovazioni, portava gioia. Il suo sorriso era contagioso quanto il suo genio. Ha fatto del calcio un linguaggio d’amore e pace.
Fu anche ambasciatore dell’UNESCO e delle Nazioni Unite, usando la sua fama per cause umanitarie. Dopo il ritiro, non smise mai di ispirare. Quando il mondo ha detto addio al Re nel 2022, è stato come spegnere una stella, ma la sua luce resta.
Pelé fu convocato per il servizio militare nel 1959 e giocò nella squadra dell’esercito brasiliano. Durante un torneo militare interamericano in Cile, Pelé segnò 14 gol in 8 partite, portando il Brasile alla vittoria. La leggenda non smetteva di brillare, neanche in divisa.
ICONICOMIX lo celebra
perchè ha trasformato il calcio in un fenomeno globale, diventando il volto della bellezza del gioco. È stato il primo vero atleta pop internazionale, amato in ogni continente.
La sua umanità, la semplicità del ragazzo con il pallone di stracci, lo ha reso eterno.